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Mentre la civiltà occidentale va a rotoli annegando in un lago di petrolio misto merda, il Corriere della Sera di oggi ci ricorda che a Parigi tra poco verrà presentato all'umanità il nuovo calendario Pirelli. In particolare, ci mostra la foto di cui sopra di Karen Elson, banalmente la moglie di Jack White dei White Stipes. Ora, l'interessante è che la didascalia recita come segue: "E' uno degli scatti più forti: Karen Elson, capelli spettinati, volto intenso, è sul ponte di uno yacht." Per curiosità ma il particolare che si stia infilando due dita nella figa vi è sfuggito o le didascalie le prepara Stevie Wonder? (senza menzionare che lo yacht è ovviamente di un industriale sessantene fuori campo che le sta dicendo "continua tesoro che tra un minuto te lo scrondo nel culo") |
[risponde la segreteria telefonica di una donna interessante. Mi sto momentaneamente facendo i beati fatti miei, lasciate un messaggio dopo il bip. Bip, appunto]
Finisco di lavorare, ho sistemato una prima botta con le immagini che ho girato l'altro giorno, comprese quelle dal cestello sull'elevatore a 15 metri di altezza. Magari riesco a fare una cosa ganza. Perché io sono troppo il più ganzo avanti veloce eh. Che poi alla fine. Questi buchi di non-te. A tratti interrotti da microsprazzi di parole.
Certe volte alla fine dring mi suona un campanello dentro che mi dice ma lei c'è, esiste, è là fuori da qualche parte.
E la vibrazione sonora si propaga dentro tutto me, si irradia (quanto mi piace questa parola "irradia", c'era pure una marca di car stereo e mangiadischi da casa, "Irradio", ma faceva così schifo che è fallita 1 sacco di tempo fa epperò la parola mi piace da pazzi) in tutto me e alla fine gli occhi si aprono le dita si muovono e devo venire qui a scriverti qualcosa. Quanto mi piace quando *sento* che le cose mi vengono da dentro e fluiscono verso di te. Paradossalmente l'energia migliore per queste cose deriva dalla rabbia o dal senso di separazione forzata, che poi di solito le due cose coincidono.
A volte però viene fuori così, solo perché ci sei, solo perché so che esisti, così, una cosa che è inaspettata e alla fine parte e forse non so nemmeno io dove vada a finire, tranne che è puntata verso il centro esatto di te. Ho voglia, ti desidero, è magnetismo calamitato, è un cadere infinito che non arriva mai, è un viaggio come Capitan Harlok che faceva scorribande nello spazio a bordo di un galeone, a metà tra spazio 1999, l'enterprise e l'olandese volante.
Ho sensi vivi, ho energia positiva nel corpo, ho pensieri precisi e nitidi che hanno il tuo nome impresso come filigrana.
Volevo mandarti una mail ma mi piace lasciarti questa cosa in segreteria.
[biiiiiiip messaggio registrato premere asterisco per riascoltare 1 per cancellare 2 per il meteo 3 per un corso di sostegno sull'autostima 4 per un kebab 5 per parlare con un operatore]