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Quanti simpatici personaggi sono passati di qua?
Facile, sono stati *loading*, esatti esatti!
Mi appoggio allo schienale della poltroncina. Ivan the mounter ha la necessità impellente di una svapora, e quindi concedo una breve pausa nel processo di elaborazione delle immagini. La legge antifumo ha improvvisamente generato in ogni azienda delle aree sospese in bilico tra la legalità e la dipendenza, e il bello è che queste aree sono completamente cross sulle classi sociali e le caste: ad esempio gli account si mescolano con i copy, i manager con i servizi generali, gli human resources con il marketing, uomini con donne, scapoli ammogliati e trombator cortesi, tutti uniti nel nome del vizio e dell'incatramamento polmonare. Avendo io smesso di fumare circa 9 anni fa non trovo reale necessità di unirmi alle allegre cancrocombriccole, d’altra parte persino Italo Svevo si trovava in ambasce con i problemi del fumo, e anche se il grande Dagospia da mesi raccoglie testimonianze sulla totale inoffensività del fumo passivo soprattutto raffrontata ad altri ben più concreti veleni.
Decido comunque di lasciare che il corpo si accomodi secondo i dettami semiimposti dalla conformazione della sedia Stokke, facendomi vincere dalla penombra della sala di montaggio. I computer ronzano appena percettibili, immagini bloccate apparentamente casuali sono ripetute sui diversi monitor come echi visivi, e il leggero fruscio degli altoparlanti a risposta in frequenza neutra assomiglia ad una perenne onda di risacca ascoltata a cento metri di distanza.
Il viso dell’attore principale è ripetuto sui monitor dislocati sulla parete, bloccato in una sillaba muta e inquadrato in otto posizioni diverse grazie alle telecamere dislocate nei vari punti della sala che fanno sì che lo stesso microistante di esistenza possa essere replicato come in otto universi paralleli e simultanei.Quasi senza volere inizio a giocherellare con il mouse del computer, mi avventuro nella simulazione di spazio virtuale del macintosh G5 che, con mia enorme soddisfazione, ieri è andato in bomba alla grande. Prima o poi approfondirò anche perché dico “con mia grande soddisfazione”.
Ad un certo punto nella directory \MEDIA\VIDEO\INTERACTIVE\PORNO\APPLICATIONS trovo una stranissima icona China, con su il simbolo di divieto NON USARE MAI. Ovviamente all’istante doppioclicco, e di colpo tutti gli schermi si azzerano. Opporcatroia, stai a vedere che ho disintegrato il lavoro di una settimana che era venuto l’ottava meraviglia dell’universo, e con le pulsazioni a settemila certo di killare l’applicazione, macchè, tutto nero, finchè su un piccolissimo monitor da
Prima ancora che il mio cervello capisca di cosa si tratti la bocca si è già mossa per dire “E adesso? Che devo fare?” e nella sala di montaggio si sente una voce arrochita dall’alcool e dal fumo che non sentivo da secoli: “Ralph, sei sempre il solito porco, cercavi le cinesine e guarda che hai combinato eh?” “Hank!!!! Hank Chinasky!!!!! Vecchio ubriacone, che cazzo ci fai dentro un macintosh? Uno come te al massimo potrebbe reincarnarsi in una cantinetta a controllo igrometrico”. “Eh Ralph, oggi mi va di fare lo spirito del teatro, lo spirito dello spettacolo che non può fermarsi e andare avanti finchè non arriva la sua fine, lo spirito condannato a morire per vincere il tempo. E tu che fai? Me lo fissi in un dischetto lucido e dorato.” “Hank, chettelodicaffare, mi pagano per questo, mi metto qui con tutte le mie telecamerine e computerini che a volte vanno in bomba e frase dopo frase parola dopo parola stacco dopo stacco… dipingo.” “Posso capirti Ralph, è come le corse dei cavalli, vero? E’ dentro di te, e non è possibile farne a meno.”
Per un attimo il silenzio torna quasi assoluto nella sala di montaggio, e la penombra ancora più profonda continua ad essere respinta dalle due abat-jour e soprattutto dal piccolissimo monitor JVC, con la scritta “TALK TO USE” incredibilmente luminosa.
“
Lo scatto di una birra che veniva aperta si sente nitido nella stanza. “Devo andare Ralph. Mi fanno male le emorroidi. “ “Non fartele curare Hank, quando non c’è nessuno in giro è meglio che starsene da soli.” “Questa è mia Ralph, anche se non ricordo più bene dove l’ho scritta.” “Al cesso, immagino” “Sì è possibile. Vado. Buona serata.”
Di colpo gli schermi si riattivano e le immagini dell’attore ritornano nitide, sorprendendomi. In quell’istante Ivan rientra in sala, “Ricominciamo?” Guardo il display di uno dei miei cellulari, posato sul tavolo e con la suoneria disattivata, è arrivato senza che me ne accorgessi un SMS, e so già che è tuo. “Sì, andiamo avanti, e portiamoci questo lavoro a casa, dai.”
Fuori, il traffico della sera si aggroviglia come al solito, mica può essere sempre estate dopotutto.
Su qualche blog e roba del genere da qualche tempo si trova tra le centomila minchiate di ragazzine imberbi che danno il meteo lune che salgono e che scendono contausers spiritosissimi eccetera anche dei tenerissimi animaletti animati. Sono dolci dolci, seguono il mouse con buffi movimenti accattivanti, puoi nutrirli e accudirli, una sorta di tamagochi in flash. Devo dire che chiudere questi blog uccidendo i gattini paperini cagnolini con i loro buffi sguardi grondanti affetto mi fa sentire come a lasciare un piccolo criceto in autostrada, cioè benissimo.
(è stata una giornata dura, domani sarò nuovamente un PETA leader)
| adopt your own virtual pet! |
Con le edizioni dei quotidiani del mattino e ancorpiù spippettando languidamente sulle relative edizioni onlain in attesa del precipitarsi su di me degli eventi pianificati per la giornata verifico che assecondando i ritmi circadici dell'universo così come il sole sorge, il vento soffia, gli atomi si mantengono uniti per qualche motivo che non so e non voglio sapere, la terra gira e il fuoco brucia anche quest'anno Miss Italia è stata eletta, peraltro una piemontese dal nome a tiratura limitata, e soprattutto ci sono elevatissime probabilità che anche questa non me la darà.
Alcune settimana di lavoro pazzo e disperatissimo piuttosto intenso ma fico mi hanno tenuto lontano da questa comoda cuccia di impigrimento dei pensieri, alla fine però almeno il piacere di una cosa che mi sono divertito, insomma, back in town.
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Le parole sono vive, sono missili e contemporaneamente bersagli, sono qualcosa che esiste indipendentemente da chi le pronuncia, vivono viaggiano vanno e ritornano con la velocità del pensiero e la forza di un bisonte. Connesso Viaggiatore è di nuovo qui, una nuova pagina in cui parole e immagini davvero si mescolano in modo indissolubile e circolare. |
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Durata 11':40". Formato Windows Media Player, versione 9 o successiva. Compressione 343 kbps, audio stereo. Dimensione complessiva del file 28 Mb
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