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Quanti simpatici personaggi sono passati di qua?
Facile, sono stati *loading*, esatti esatti!
Guidare semispedito verso il centro della città, osservo i negozi che riaprono saracinesche e l'universo economico/biologico che inizia ancora una volta a digerire l'orgia di pazzia delle settimane scorse e si ri-predispone al ritorno alla "normalità". Ma perchè ci si ostina a festeggiare la fine anno il 31 Dicembre? Ogni volta che viene settembre mi faccio la stessa domanda cosmica. Cosa c'è di più definitivo della fine dell'estate? Del senso di ineluttabilità del completamento, della chiusura di un capitolo, del voltare la pagina, del reset? Quando senti che la maturità è raggiunta, e non si può che ricominciare, o morire, dopotutto.
Propongo di abolire il calendario Giuliano e pure quello Ferrara e sostituirlo con quello Trepuntozerico, organizzato secondo settimane di 5 giorni di weekend, due lavorativi ma con pause pranzo di 5 ore, indico che il 3 Giugno sarà la Festa nazionale del Sesso Orale, e soprattutto capodanno sarà il 1° Settembre. Così alla fine di agosto facciamo un bel conto alla rovescia, e si riparte con le attività e gli inciuci e le rotture di minchia e gli incubi e la noia e le gioie e i pensieri e e e e e e e finchè come per magia il nulla, per un pò di giorni, insomma, reset, però in questo modo è così più naturale secondo me.
Che poi, a chi cazzo è venuto in mente che di inverno si possa ballare il samba???? E' la cosa più idiota di questo mondo, uno è lì nella Malga Ciapela che si fa una scodella di polenta con la grattata di tartufo e il burro fuso e mai gli può venire in mente il mare e il samba no? Certo le BALLERINE sì, ma che c'entra? potrebbero essere ballerine tettone in tanga che cantano yodel ungheresi, no?
Eddai, tra pochi giorni è capodanno, voglio Pippo Baudo e la Carrà, -10, -9-, -8, -7... brigitte bardot bardot, eeeeeeeeellllll me amigu charlie, eeeeeeellllllll me amigu charlie brown treninoooooooooooooooooooo
Cose che mi hanno cagionato disturbo di oggi:
L'elenco promette di continuare.
Agosto, un mese così strano. Le strade vuote cantava la Tigre di Cremona, girare per la pseudometropoli è così strano, già avere appuntamenti in questi giorni è ancora più strano e contronatura come i metodi di congiungimento carnali praticati nella città di Gormorra ma soprattutto direi in quella di Sodoma (pensa te, se avessero vinto gli altri, la Melato a Giannini invece di "sodomizzami!" l'avrebbe esortato con un "gomorrizzami!!", fa strano pure questo eh??), ma arrivare sempre puntuali o addirittura in largo anticipo è strano come un semaforo senza qualcuno che cerchi di venderti qualcosa.
Strani giorni, strani momenti, il caldo che c'è e non c'è, guidi e pochi motorini osano intralciare il tuo veicolo, pochi e stranamente ci riescono benissimo. Agosto è strano, è estate ma dentro ha la promessa della fine, la natura è oltre la maturità, la frutta non è matura è gonfia, agosto con tutte le sue giornate di sole crudo e spot pubblicitari sa di marcio, sa di case che odorano di chiuso al ritorno delle vacanze, sa di un pallone dimenticato su un terrazzo da un bambino che non tornerà più, sa di lavoro che molli per ritrovare (si spera, tra parentesi di questi tempi) tra pochi giorni, sa di aria che trema all'estremo del campo visivo sul nastro di asfalto dell'autostrada, è strano come dietro ai sorrisi si possano intuire i teschi delle persone.
Strano come io sia allegro e tranquillo, epperò visto che è tutto un proliferare di mille cartoline Sunshine Family adoro scombinare ciò che è precostituito rimarcando aspetti che mandino in pezzi le immagini preconfezionate da spot pubblicitari per rivelare quello che, anche, non solo, non esclusivamente, però potrebbe essere anzi è.
Mi accingo a staccare tutto per un pò di giorni, connesso diventa sconnesso, niente giornali, niente telefoni, niente internet, niente televisori, niente tecnologia, niente luxury hotel, niente vita sociale, niente convenzioni, niente orari, niente ristorantipranzicenesorrisiparoleconvenevolicomevabenegrazie, niente vestiti possibilmente, qualche giorno di niente fuori e solo dentro. Fazzoletto bianco, ciao ciao ciao, torno presto tutto pieno di foto intrigantissime, post argutissimi, e ho già un sacco di idee e materiali per Connesso Viaggiatore, addio spaventapasseri, addio uomo di latta, addio leone, addio addio amici addio, noi ci dobbiamo lasciare, la Luna e l'Orso nella casa Blu, mi ha detto mio cugggggggggino che da bambino una volta è morto.
Strano, sento che verrai con me.