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Quanti simpatici personaggi sono passati di qua?
Facile, sono stati *loading*, esatti esatti!
La metropoli capitale morale della nazione mi accoglie nel suo ventre più molle nelle prime ore del giorno proprio mentre il marasma magmatico degli uffici inizia il suo quotidiano ribollio accelerato però dal calore torrido che come per le molecole il moto browniano personcine impazzite si agitano dietro miraggi di ricchezza e a un non so che di sopravvivenza primordiale.
Una delle pochissime cose in cui ho veramente culo è il posteggio, per cui non appena arrivo in centro trick gentilmente il proprietario di un veicolo di dimensioni compatibili con quello che conduco io decide che era esattamente il microsecondo più opportuno per levarsi dalle palle, cosentendomi pertanto di accendere l'indicatore di direzione e sostituire la mia vettura alla sua nello spazio corrispondente.
Evidentemente oggi sono anche unto dall'alito di dio, tanto che appena messo piede a terra compare miracolosamente un ausiliario della sosta, e mentre gli rivolgo la consueta domanda ("Scusi, ma perchè invece che ausiliari non vi chiamano gli inculatori della sosta che mi sembra più appropriato?") mi gioco un gratta e vinci per soddisfare la sete di sangue del mio comune posteggioso.
Ho vinto anche stavolta, per cui posso allontanarmi tranquillo e colmo del sentimento di buon cittadino ossequioso delle vigenti norme epperò mi trovo con una mezz'oretta di anticipo rispetto al mio appuntamento, quindi mi siedo in uno dei miei bar preferiti del centro centro che più centro non si può e mi concedo non solo un caffettino buono buono ma pure una briochina tutta morbida morbida fragrantosa con dentro quel buon cioccolatino che si amalgama con la pasta e con le papille con una sensazione tattile al palato da sconfinare velocemente nel misticheggiante.
Gli occhi così bucano velocemente il velo dei pensieri, e cadono sulla superficie schiumosa della tazzina. Con uno stacco da film con protagonista Bruce Willis entro nel caffè, ed esco dal'altra parte dell'Europa.
Come il tempo perduto l'aroma del caffè mi riporta a parole scambiate quasi per caso il giorno prima (ieri), percezioni olfattive legate a luoghi, una piazza di un paese in cui il sole è trattenuto senza troppa convinzione da alberi frondosi, ci si accede solo attraverso vicoli delimitati da case di un nitore quasi improbabile, i gradini lunghi giusto un passo umano o mezzo di asino e sono decorati da motivi floreali applicati a calce. Le finestre del bar sono fatte di vetri grossolani, con le imposte azzurre come solo qui può essere, come se un falegname immaginario avesse cliccato con lo strumento contagocce sul colore del cielo o del mare poco lontano. E il caffè viene allungato con latte e zucchero (se lo chiedi), e finalmente agitato con una piccola macchinetta alimentata con batterie Superpila dotata di una piccola asta al cui termine c'è una rotellina dentata, che ruotando vorticosamente trasforma il liquido in una spuma densa che gioca con frammenti di ghiaccio. A fianco, un bicchierino d'acqua e un piattino con una porzione di galatobureko, che finisce sempre troppo in fretta. Bevi il frappè e il mondo senti che se ne va per i cazzi suoi e non ti importa, non ti importa di nulla che non sia dove stia andando quel pope che è appena uscito serio serio da una porta di una chiesa che non potrà mai contenere più di venti fedeli nè mai ce ne sarà bisogno.
A volte alzi lo sguardo e persino questa città di cazzo sembra sorridere un pò di più, osservo e penso a quanti che passano attorno a me seduto in questo caffè potrebbero sedersi mille milioni di milardi di anni nella mia piazzetta guardando senza sapere vedere.
Nella penombra della sala di montaggio osservo immagini scorrere a tutta velocità sugli schermi dei computer, con lo squadrettamento tipico dei videoregistratori digitali, a volte penso che sarebbe interessante se la vita potesse avere una manopola jog&shuttle (sono sicuro che Doug mi approva qui), dove puoi decidere se accelerare la tua esistenza o rallentare fino a viverla fotogramma per fotogramma, e nel caso (come tutti ovviamente avranno pensato) di azione slow motion durante i rapporti sessuali è ovvio che si tratterebbe di fottogrammi.
Accanto ecco una giovane account proventiente da Agenzia Internazionale Di Grido, che con estremo scazzo osserva nervosamente il suo telefonino implorando di ricevere almeno una telefonata o un messaggino, uno solo, anche dal panettiere, anche da Buongiorno punto it, tanto per darsi un tono, ma niente, l'ingrata macchina tace come un viso di pietra dell'isola di Pasqua, relegandola quindi al ruolo di Last Wheel Of The Carr On The Project.
Il suo scazzo è peraltro acuito dal mio continuo scambio di battute tra il goliardico e il paraintellettuale con il montatore (sic), che oltre ad essere competente nell'uso di Avid e nel padroneggiamento del linguaggio visivo ha evidentemente completato la sua cultura generale con qualche altro mezzo oltre Maxim, Dylan Dog,Topolino, Le Ore e La Gazzetta, ovvero il giusto mix per il maschio moderno, tanto da intercettare persino una mia citazione facile sul cinema di Wim Wenders. D'altra parte la Cultura Inutile è una jungla sconfinata che va dal signore degli anelli al gioco della morra, dalla spada laser uon uon di Luke Skywalker alle marche di mobili da giardino, serve solo a vincere a Tabù e a fare sentire tagliate fuori persone come Scazzy Girl, e non so cosa mi faccia divertire di più. E trovare campioni o campionesse di Cultura Inutile oh che preziosità e rarità sopraffina.
Scazzy Girl è totalmente tagliata fuori dalla conversazione, vedo che si sente in gabbia come una lince della steppa siberiana. Fisicamente non è nemmeno proprio da mettere sotto una pressa, ma ha una certa buzzetta al posto della pancina piatta che a me in effetti arraperebbe pure ma lei a il non poter indossare per questa orrenda mutazione magliettine tagliate due millimetri sotto i capezzoli fa confluire nel suo corpo come un magnete tutte le insicurezze cosmiche presenti nell'universo, e la rendono acida come un cedro però infilato nel culo.
A pranzo per cercare di combattere questo nemico di lardo ha optato per l'assunzione di due barrette due di concentrato dietetico, per cui ora è afflitta da una fame che divorerebbe un banco di delfini sputando solo le lische, e quindi senza riuscire a controllarsi estrae la mitica bustina di crackers integrali dalla borsettina di Coccinelle che ha comprato rompendo il salvadanaio dopo una vita di privazioni. Con tutti i sensi di colpa cattolici manco avesse tradito il marito il primo giorno del viaggio di nozze porta alla bocca i crackers, che ingolla come solo la fame sa imporre, producendo nel contempo quel rumore di morso e masticazione che mi farebbe estrarre un revolver automatico e agire come mr. Pink ovvero Steve Buscemi in Le Iene.
Oggi sono buono.
Piazza di un ridente paese caratterizzato da vetusto quanto ben conservato centro storico medioevale, sito in prossimità del mare marchigiano. Le ore del weekend si susseguono a tratti convulse a tratti lente con buchi tra un secondo e l'altro dove ci passa un gatto evanescente ma ciccione come quello del Cheesire di Alice. Immergo a più riprese la testa nella fontana della piazza, così gelida e limpida, e l'aria è così asciutta e croccante che i due millimetri di capelli asciugano in pochi minuti.
Rientro in sala regia mentre la radio nell'auricolare rimanda conversazioni sconclusionate tra gli operatori dislocati attorno al palco in attesa dell'inizio dello spettacolo, e osservo sui monitor la consueta gara tra i cameraman a chi individua le meglio gnocche tra il pubblico. Non posso non inviare un ringraziamento mentale a tutte quelle che d'estate portano pantaloni di garza bianchi, oppure top attillati di cotone elastico, possibilmente sopra tette non troppo grandi e a punta, o a colei che guidava un motorino davanti alla mia auto indossando pantaloni a vita bassa e un perizomino fucsia, o anche per l'invenzione del sandalo intrecciato, e ammetto che la stagione è vagamente ispiratrice di pensieri tanto lascivi quanto forieri di congiunzioni carnali perverse e reciprocamente (se si è in due o più, singolarmente se si è in uno) appaganti.
I monitor si inseguono nel cercare di intercettare il particolare più sexy, finchè sancisco nell'interfono quello che considero tra i cameraman il vincitore a mio insindacabile giudizio, birra pagata al bar dell'hotel. Nel frattempo ridacchio al pensiero di quanto gli uomini siano coglioni a qualunque età, e questo pensiero anziché inquietarmi mi permea di un rilassato autocompiacimento onanista. Forse sono *veramente* un coglione, ok, videotape in moto, si va in scena.
Il bello delle grandi agenzie di comunicazione è quest'aria di rarefatta superiorità che vi si respira, quando poi ci si trova nel centro della capitale morale la cosa tende ad aumentare diciamo sia pure quasi impercettibilmente. Stuoli di account vestiti come il giorno della loro prima comunione si alternano ai creativi, casta a metà tra l'isterismo collettivo e l'incidente stradale, con una farcitura di Alacri Assistenti, Valenti Operatori, Strategic Producersssss, e l'ultima categoria ma l'unica interessante Centraliniste Pancinose.
In questo tipo di ambienti non riesco a non farmi prendere dal mio io-cinico, quello che mi fa dire appena si parla di gatti "ma lo sai che hanno appena fatto un accertamento al ristorante xxx perchè sembrava che facessero il ragù con i felini?" ottenendo così due risultati, apparire come un mostro sadico e in più se hai la prontezza di riflessi di citare un ristorante non troppo lontano da dove ti trovi vedi pure il lampo di sgomento con il fumetto "opporcatroia ci sono stato/a 20 giorni fa e non mi ricordo che cazzo ho mangiato".
Io sarò snob e pure upperclass ma il sottile gusto di mettere in crisi anche solo appena appena the wall di certezze che queste persone usano con la delicatezza di una perforatrice da tunnel del Frejus mi dà un sugo (ma che non sia ragù) vicino al piacere fisico, e ogni volta che me lo posso permettere (leggi: contratti già firmati e ormai ce l'hai nel culo babe) mi sdilinquisco nell'uso di termini desueti sperando sempre che gli altri non ne sappiano il significato e appena ciò diviene evidente ad esempio con risposte sbagliate a domande che anche il trivial pursuit versione pro sarebbe indeciso se includere evitare accuratamente di correggere. Nel frattempo la Centralinista Pancinosa ha fatto un movimento tale per cui vedo i muscoli inguinali sincronizzarsi con lo scafo delle ossa del bacino nella torsione del corpo dovuta alla ricerca di un oggetto sul tavolo di fianco, realizzo che passerei il resto della serata a praticare sesso orale a una donna, si apre la porta dell'ascensore tutto specchi e musica ambient, che strana la vita dopotutto.
Passi un weekend gradevole, sulle colline, intento a scambiare concetti interessanti con persone che gradisci, nonchè vedere quanti barilotti di birra da 5 litri riescono a seccarsi misteriosamente come risucchiati dagli alieni di Signs in una domenica assolata di inizio estate. Poi, un pò a malincuore, guidi il tuo veicolo con celerità anche se senza troppi affanni fino a tornare alla metropoli dove risiedi, e verso le 23:30 varchi l'uscio di casa. Ciò perchè hai promesso ad una certa persona che entro il mezzogiorno del lunedì gli avresti fatto trovare on line una certa cosa, e sapendo che alle dieci devi essere sul lago per tutt'un'altra storia ti metti lì di buona volontà, modifichi, sincronizzi, editi, renderizzi, esporti, pubblichi e finalmente mandi la mail al destinatario in modo che al suo arrivo il mattino dopo nel suo ufficetto da nerd possa istantaneamente ottenere il desiderato frutto delle tue fatiche.
Sono le 5 del mattino, gli usignuoli stanno già percependo nei loro piccoli tiepidi corpicini il sopraggiungere dell'aurora e tu deponi le tue stanche membra nel lettone accogliente, dove cadi in un sonno blindato come la scorta di un primo ministro, e dopo due ore due suona la straminchia di sveglia che ti ricorda che devi scaraventarti sul lago ecc ecc ecc.
Però dentro di te sai che hai compiuto il tuo dovere, fretello non temere, trionfi la giustizia proletaria, così barcollando ti schianti nella doccia dove un getto di acqua solida fredda come certe donne quando ti dicono "rimaniamo amici" sostituita subito dopo da un gorgoglio di caffè all'uranio impoverito scaraventato nell'ugola ti consentono di avviarti sull'autostrada, e certo di essere un uomo probo raggiungi la tua destinazione e lavori alacremente nei nuovi progetti. Finchè, verso la fatidica ora di pranzo, giunge al tuo terminale mobile tutto pieno di sms gprs mms umts la chiamata dalla persona a cui avevi promesso la consegna, un pò te l'aspettavi, avrà notato l'ora assurda a cui hai inviato la mail e adesso ti dirà buon lavoro! grazie! ottimo! il cliente è soddisfatto! Diamine, sei proprio uno su cui puoi contare! Ti passerò UN CASINO DI LAVORI MOLTO BEN REMUNERATI, puoi contarci!
Ti ergi leggermente, gonfi il petto, rispondi in presenza delle altre persone in modo da darti un tono e fare sì che si rendano conto con chi hanno a che fare, mica cotica, e clicchi su RISP e senti quello dall'altra parte:
"scusa, ma.... non hai cambiato nulla?????"
"eh????"
"ho scaricato, è uguale a prima!!"
"ma... ho pubblicato e controllato... che versione hai?"
"l'ultima no?"
"cazzo, ma è impossibile!!!! ho caricato sul server le modifiche compresse con media encoder, non vedi l'header??"
"sì, appunto!!"
"e che versione c'è scritto?"
"mah, la versione è 1.4"
"scusa, ma hai scaricato dal nuovo link??"
"ah, dovevo da quello nuovo? ho usato la mail precedente"
"prova con quello nuovo eh?"
"vabbè, provo dopo, adesso il cliente è fuori, allora mando tutto nel pomeriggio"
La prossima volta credo che passerò le ore di sonno da mezzanotte alle 5 masturbandomi con il catalogo PostalMarket, sono certo sia più edificante e più proficuo.
Per uno appena leggerissimamente scaramantico as me la giornata di oggi ha un significato particolare. Si aggiungano la visione di 2 (due) carri da morto vuoti nel tragitto verso il centro della città. Il resto dell'agenda prevede:
Stavo pensando a tafazzi.
E' ufficiale. Ho messo su un pò troppa trippa. Oddio, sento che sarò rimandato alla prova costume. Gli esami non finiscono mai, porca minkia. Ma perchè mi devo sempre ridurre all'ultimo in tutto??
E se accelerassi la frequenza? Soprattutto delle omissioni che non so bene cosa siano ma mi piace la parola?
Questo blog non è morto. E' che viene aggiornato con frequenza annuale.