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Quanti simpatici personaggi sono passati di qua?
Facile, sono stati *loading*, esatti esatti!
Oggi nel viaggiare sul deserto ho inserito il pilota automatico del mio veicolo di esplorazione. La mente è scivolata via subito, velocissima, come un pattino di acciaio lucido e tagliente sulla superficie ghiacciata di un lago di pensieri. Il veicolo si muoveva lento, quasi ipnotico, e con i nervi ho percorso tutta la circonferenza del pianeta, fino a tornare a me, così, viaggiare come quando vedi i film acceleratissimi a mille fotogrammi al secondo, esci-entri, toh, sono arrivato a casa ecco.
Ero fermo nel deserto marziano, stavo lì appoggiato al Rover elettrico che invia flussi di dati digitali sulla Terra, e guardavo verso l'orizzonte. Da est soffiava un vento costante, portava sabbia, frammenti di quarzite polverizzata, ed ero indeciso se resistergli o lasciarmi andare e farmi spingere via, senza sappere nemmeno bene dove, onde d'aria, pensieri, sensazioni, chissà, adesso ci penso un attimo, magari il vento finisce, magari no, poi vedo, ecco.
Qui su marte ci sono giornate che sembrano fatte di cartongesso, altre che hanno puntine da disegno acuminate tra un secondo e l'altro. A volte invece, sorprendentemente, nel mezzo della notte qualcuno da una credenza misteriosa lascia rovesciare un intero barattolo di gianduia pejrano che si cosparge liquido sui minuti che vivi, e tu resti lì e non credi alle pupille anche se messaggi incoraggianti provengono dalle papille.
Ho visto uomini, donne, pietre. Ho visto blog morti tornare alla vita. No?